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AI & Marketing

Come farsi trovare da ChatGPT e dalle AI di Google: cosa conta davvero

7 min di letturadi Federico Cavallini

In breve

Per comparire nelle risposte di ChatGPT e delle AI di Google non servono trucchi né file speciali. Serve un sito che i loro sistemi possano leggere, con risposte chiare alle domande dei clienti, contenuti che nascono dalla tua esperienza e una scheda Google aggiornata. Google lo scrive nella sua guida ufficiale: ottimizzare per l'AI è ancora SEO.

Una parte dei tuoi clienti non cerca più su Google come prima: chiede a ChatGPT, a Gemini, o legge il riassunto che Google mette in cima ai risultati. Quelle risposte citano pochi nomi. La domanda è come si finisce tra quei nomi.

In giro si legge di tutto. Io sono andato a leggere cosa scrivono le tre aziende che quelle AI le costruiscono. Le fonti sono in fondo all'articolo.

Come fanno le AI a scegliere chi citare?

Non inventano: cercano sul web e poi riassumono quello che trovano.

  • Google (AI Overview e AI Mode) usa il proprio indice di ricerca. Nella guida ufficiale spiega che le funzioni AI poggiano sugli stessi sistemi di ranking e di qualità della ricerca normale, e che per una domanda lanciano più ricerche collegate, non una sola.
  • ChatGPT cerca sul web con un proprio programma di lettura e si appoggia anche a motori di ricerca di terze parti, tra cui Bing. OpenAI scrive che OAI-SearchBot serve a far comparire i siti nelle risposte di ricerca di ChatGPT, e che un sito che lo blocca non compare in quelle risposte.
  • Copilot di Microsoft si appoggia all'indice di Bing.

La conseguenza pratica è una sola: se un motore di ricerca non riesce a leggere e capire il tuo sito, nessuna AI potrà citarlo.

Le sei cose che contano davvero

1. Farsi leggere

I motori di ricerca e le AI leggono i siti con programmi automatici, chiamati crawler: quello di Google (Googlebot), quello di Bing (Bingbot) e quello di ChatGPT (OAI-SearchBot). Ogni sito ha un file, robots.txt, che dice a questi programmi cosa possono leggere: non deve bloccarli. Sembra banale, ma alcuni siti li bloccano senza saperlo, per un'impostazione messa da chi li ha costruiti.

2. Essere indicizzati su Google e su Bing

Google è esplicito: per comparire nelle funzioni AI una pagina deve essere indicizzata, cioè presente nell'archivio di Google, e idonea a comparire nella ricerca normale. Quasi tutti controllano Google con Search Console, lo strumento gratuito che mostra come il sito compare nelle ricerche; quasi nessuno apre Bing Webmaster Tools, che è gratuito e conta per Copilot.

3. Scrivere le informazioni importanti come testo, in pagina

Microsoft, nella sua guida per comparire nelle risposte AI, elenca tra gli errori più comuni: nascondere le risposte dentro schede e menu espandibili, mettere le informazioni chiave solo dentro immagini o in un PDF. Se il prezzo, la zona in cui lavori o i servizi sono scritti solo in una grafica, un'AI può non leggerli o leggerli male.

4. Rispondere alle domande in modo diretto

Sempre Microsoft: titoli scritti come domande, risposte brevi subito sotto, elenchi e tabelle. Le AI prendono pezzi di pagina e li ricompongono: una risposta di due righe che sta in piedi da sola viene ripresa più facilmente di un paragrafo di dieci.

5. Scrivere quello che solo tu puoi scrivere

È il punto su cui Google insiste di più. Distingue i contenuti generici, che chiunque potrebbe scrivere, da quelli che nascono dall'esperienza diretta. Un idraulico che racconta i tre guasti che vede più spesso nelle case della sua zona vale più di «5 consigli per la manutenzione dell'impianto» copiati da altri.

6. Tenere aggiornata la scheda Google dell'attività

Per le attività locali Google lo scrive chiaramente: il Profilo dell'attività aiuta a comparire sia nelle risposte AI sia negli altri risultati. Nome, zona, orari e servizi devono essere gli stessi sulla scheda, sul sito e ovunque compaia la tua attività. Ne parlo nella guida su come comparire su Google Maps.

Cosa non serve (lo dice Google)

Nella stessa guida Google smonta alcune convinzioni diffuse:

Si sente direCosa scrive Google
«Serve il file llms.txt»La Ricerca Google non lo usa: non aiuta e non danneggia
«Bisogna spezzare i testi in blocchi piccoli per l'AI»Non è richiesto: non esiste una lunghezza ideale
«Bisogna riscrivere tutto per le AI»Non serve: i sistemi capiscono sinonimi e significato
«Servono tante pagine, una per ogni variante di ricerca»Farlo per manipolare i risultati viola le norme antispam

Per trasparenza: su questo sito un file llms.txt c'è, perché altri sistemi possono leggerlo e non costa nulla. Ma non è quello a far comparire un sito su Google: da solo non basta.

Come controllare se le AI ti citano

  1. Chiediglielo. Fai a ChatGPT, a Gemini e a Google le domande che farebbe un tuo cliente: «chi fa siti web a Scandiano?», «a chi mi rivolgo per rifare il bagno a Reggio Emilia?». Segnati chi compare.
  2. Search Console. In Impostazioni c'è la voce «AI generativa nella Ricerca» (in inglese «Search generative AI»): controlla che il sito sia incluso (è l'impostazione predefinita). Google ha aggiunto anche un rapporto sul rendimento nelle funzioni AI.
  3. Bing Webmaster Tools. Da febbraio 2026 c'è il rapporto «AI Performance», che mostra quante volte le tue pagine vengono citate nelle risposte di Copilot.

Per un'attività locale, in pratica

  1. Scheda Google completa e verificata.
  2. Un sito con una pagina per ogni servizio, scritta in testo vero.
  3. In ogni pagina: cosa fai, dove, per chi, come contattarti. Nelle prime righe.
  4. Le domande che ti fanno i clienti, con risposte brevi e oneste.
  5. Numeri e casi tuoi, non frasi generiche.
  6. Sito registrato su Search Console e su Bing Webmaster Tools.
  7. Stesse informazioni ovunque: sito, scheda, elenchi, social.

Nessuno controlla cosa risponde un'AI, e chi promette di «portarti su ChatGPT» promette una cosa che non dipende da lui. Si può però smettere di rendersi invisibili. Se vuoi che guardi il tuo sito con questi occhi, è il lavoro che faccio con la SEO locale.

Domande frequenti

Serve il file llms.txt per comparire su ChatGPT o su Google?
Per Google no: nella guida ufficiale scrive che la Ricerca non usa i file llms.txt e che averli non aiuta né danneggia. Altri sistemi possono leggerli, quindi non è sbagliato averlo, ma non è ciò che fa comparire un sito nelle risposte AI.
Quanto tempo ci vuole per comparire nelle risposte delle AI?
Non c'è un tempo garantito. Prima la pagina deve essere letta e indicizzata dai motori di ricerca, e servono da giorni a settimane; poi dipende da quanta concorrenza c'è sulla domanda. In zone e settori con poca concorrenza online i risultati arrivano prima.
Si può pagare per essere citati da un'AI?
Le citazioni nelle risposte non si comprano: dipendono da cosa i sistemi trovano in rete. Esiste la pubblicità dentro alcune risposte AI, ma è segnalata come tale ed è un'altra cosa. Nessuno può vendere una posizione garantita nelle risposte di ChatGPT o di Google.
GEO e SEO sono due cose diverse?
GEO (generative engine optimization) è il nome che si dà al lavoro per comparire nelle risposte delle AI. Google scrive che, dal suo punto di vista, ottimizzare per la ricerca con AI è ancora SEO: le basi sono le stesse.

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